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Le Angiosperme, chiamate comunemente latifoglie, sono piante provviste di un organo tipicamente devoluto alla riproduzione: il fiore, il quale contiene l`ovario formato da un carpello o più carpelli uniti che vanno a costituire un organo chiuso in cui sono alloggiati gli ovuli. Dal successivo sviluppo e dalla trasformazione dell’ovario, ha origine il frutto, il quale racchiude i semi derivati dalla maturazione degli ovuli. Gli ovuli delle Angiosperme sono fecondati in seguito all’impollinazione. Questa avviene per trasferimento, dovuto in massima parte al vento o agli insetti, di polline dagli stami dello stesso fiore o di fiori differenti allo stigma o stigmi, questi a loro volta portati da uno o più stili. Il fiore delle Angiosperme può essere considerato come un ramo ad accrescimento limitato provvisto di foglie particolarmente modificate in parte sterili (perianzio) e in parte fertili (androceo e gineceo). La struttura dell’apparato vegetativo delle Angiosperme è estremamente variabile in rapporto anche alla grande ricchezza di specie. A differenza delle Gymnosperme che sono quasi tutte piante legnose perenni, le Angiosperme comprendono·alberi, arbusti, frutici e erbe. Anche le dimensioni delle piante oscillano grandemente: accanto a piccole piante di pochi millimetri, vi sono piante gigantesche che possono raggiungere anche i 1oo m. (es. Eucalyptus regnans).

 

 

Il portamento arboreo o arbustivo della pianta è determinato dalla posizione delle gemme da cui derivano i macroblasti. Negli alberi i macroblasti derivano di solito da gemme situate nella parte terminale delle cacciate dell’anno precedente; negli arbusti, invece, derivano dalla base del fusto- e possono raggiungere la lunghezza di 3-4 m. in un anno. Nelle Gymnosperme prevale la ramificazione monopodiale, mentre nelle Angiosperme quella simpodiale: l’apice del germoglio, esaurito l’accrescimento abortisce, lasciando una cicatrice circolare, la gemma laterale sottostante assume la funzione di gemma terminale; il fusto si origina cosi dalla successione di getti annuali formati da gemme diverse. Il tessuto legnoso è eteroxilo, costituito cioè da trachee, tracheidi, fibre e parenchima. Nell’ambito delle Angiosperme Dicotiledoni arboree possiamo distinguere un legno a porosità anulare (Castagno, Olmi, Farnia, ecc.) e un legno a porosità diffusa (Faggio, Leccio, Pioppi, ecc.). Riassumendo le Angiosperme legnose si distinguono dalle Gymnosperme per i seguenti caratteri fondamentali: posizione intraovarica degli ovuli, doppia fecondazione, legno eteroxilo, ramificazione prevalentemente simpodiale, maggior capacità di rinnovarsi agamicamente. Le Angiosperme si dividono nelle due grandi classi definite sopratutto per la struttura dell’embrione in Monocotiledoni e Dicotiledoni.

 

Romano Gellini - Botanica Forestale - 1970

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